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Elisa Caldana

La ricerca di Elisa Caldana (Pordenone, 1986) si muove tra gli spazi e i tempi della contemporaneità, al fine di indagare le contraddizioni e i paradossi, politici e sociali, originati da azioni e punti di vista plurali. All’origine dei suoi lavori ci sono sempre fatti reali, storici e personali. Eppure, ciò che li contraddistingue è la presenza di una dimensione più astratta e immaginifica, che li arricchisce e apre a una riflessione più ampia e generale.

I lavori di Caldana sono dati da una fusione di opposti: realtà e finzione, storie accadute e pura immaginazione, ed è a partire da questo contrasto che diventano strumenti di riflessione critica e di sviluppo del pensiero. I lavori si distinguono per una precisione e sintesi formale molto rigorose, cui sottende una ricerca tematica complessa e stratificata. L’artista ricorre all’utilizzo di diversi media come la scultura, la performance, il cinema, la scrittura. Temi ricorrenti della sua ricerca sono l’architettura, lo spazio pubblico, il monumento, l’identità collettiva, la casa e il senso di appartenenza a un luogo.

Monumento alle Vie Inesistenti

Questa idea di monumento celebra le vie fittizie inventate dall’amministrazione pubblica italiana come stratagemma burocratico: secondo la legge, ogni città all’interno del territorio nazionale può nominare una via fittizia, che esiste solo di nome e non di fatto, al fine di dare un indirizzo di residenza ai cittadini italiani senzatetto, affinché possano ugualmente avere accesso a diritti fondamentali quali il voto e le cure mediche.

Il monumento celebra il potere inventivo della legge di affrontare problemi pratici attraverso mezzi poetici, come l’invenzione di strade inesistenti. Il monumento è composto dalla forma astratta di un’unica strada, intrecciata su sé stessa e sorretta da una struttura di supporto. Lungo questo tracciato sono incisi i nomi delle 211 vie inesistenti, tratti dallo specifico elenco nazionale.

Le vie fittizie formano una geografia invisibile, parallela a quella concreta delle città che le ospitano. Anche San Vito al Tagliamento ha istituito una sua strada fittizia, che fa parte della cittadina. Si chiama via del Girovagare e il suo nome verrà incluso nel monumento.

Elisa Caldana